Francis La Monaca – Tra erudita plasticità e tattile sintesi compositiva
 
Categoria: Mostre
 
Provincia: Cosenza
 
Città: Rende
 
Data: 21/04/2011 - 24/04/2011
 
 

Si svolgerà giovedì 21 aprile alle ore 18.30, presso il Museo Del Presente del Comune di Rende (CS), la mostra “Francis La Monaca – Tra erudita plasticità e tattile sintesi compositiva”, con il patrocinio di Regione Calabria, del Comune di Rende e dell’Associazione Calabro Lombarda.
Collocata in uno spazio significativo come il Museo del presente di Rende, dal 21 aprile al 24 maggio 2011, l’esposizione intende riscoprire e valorizzare l’artista calabrese Francesco La Monaca (Catanzaro, 1882 – Washington, 1937). Un genio famoso in tutto il mondo, ma non nella sua terra d’origine. Per la sua ritrattistica scultorea e pittorica fu considerato un vero maestro tra la Belle Époque e gli anni Trenta del Novecento. Con la sua personale plastica poetica fu l’ultimo vero interprete della scultura post-impressionista.
Il viaggio espositivo propone ben 65 opere, soprattutto inedite, dell’artista. Seguirà tutto il suo percorso dalle prime esperienze alla colta maturità nella sezione pittura con acquerelli, bozzetti e oli, e nella sezione scultura con gessi, terrecotte e bronzi.

Così lo spettatore vedrà un La Monaca pittore innovativo di opere dal cromatismo armonioso e vivace, oltre a tutto il fascino del suo percorso di artifex-scultore. Nell’occasione, sarà pubblicato un volume contenente una rassegna di schede cronologiche, relative ai disegni, ai dipinti e alle sculture. Rappresenta l’impegno di anni di ricerca e di lavoro, impegno che ha consentito di costituire, attraverso la catalogazione delle opere che è stato possibile reperire, un archivio scientificamente corretto. Gli studi approfonditi sono il risultato di una ricerca laboriosa e complessa, dalla quale sono emersi disegni, dipinti e sculture di straordinaria qualità, poco noti e, a volte, mai esposti.

Sono rimaste escluse alcune opere già contenute in altre pubblicazioni sull’artista che, pur essendo inserite nell’archivio, verranno pubblicate successivamente nel catalogo generale in preparazione. La schedatura scientifica è a cura degli studiosi Salvatore e Antonio Falbo con la collaborazione di Alfredo Giudici. Il catalogo è preceduto da una nota introduttiva di Cesare Mulè, storico catanzarese. I testi critici del curatore aprono alla lettura del profilo artistico di Francesco La Monaca. Di notevole importanza la cronologia sullo scultore, per la prima volta ricostruita puntualmente e analiticamente con nuovi documenti e dati inediti, ritrovati nel corso delle ricerche, soprattutto grazie all’archivio della nipote, Madame Lydia Orange a Honfleur. Completano infine il volume una bibliografia aggiornata ed alcune fotografie dell’artista.

Notizie sull’artista:
Francio La Monaca nasce nel 1882 in una Catanzaro povera, ma patria europea della finissima manifattura della seta e dei damaschi. La madre è filatrice. Cresce in un ambiente assai modesto. Come molti coetanei si arruola nell’esercito e giunge a Napoli nel cenacolo degli artisti, dove frequenta Vincenzo Gemito, il genio incontrastato della scultura verista. Nel 1903 da Catanzaro sbarca nella fervente Parigi. È a diretto contatto con i fauves di Henry Matisse e Albert Marquet. 

Viene accolto insieme con Modigliani, Chagall, Kisling e Picasso nel fatiscente Bateau Lavoir, baraccone di legno, fatto costruire da Guillaume Apollinaire per dar rifugio agli artisti, esiliati e disperati.
A Parigi La Monaca riesce a reinterpretare le novità artistiche della capitale. Nel 1909 espone al Salon des Artistes Français. Le prime opere presenterebbero assonanze matissiane e, allo stesso tempo, lo stile selvaggio vicino a Marquet. Nella mostra è presente, per la prima volta, un inedito, il suo Busto di donna, risalente al 1904.
 
L’opera ha forti somiglianze con la tela di H. Matisse Donna con riga verde del 1905 e probabilmente, proprio per la data di esecuzione, farà molto discutere la critica. L’artista dal 1915 vive tra Parigi e Londra, poi nel 1922 due grandi esposizioni sanciscono il suo successo internazionale, prima alla Fine Art Gallery e subito dopo al palazzo pubblico di Eastbourne. Così, sempre nel 1922, viene consacrato come il maggiore ritrattista del suo tempo. Da allora, fino alla morte, La Monaca accresce la sua fama internazionale. Ancora dal 1927 al 1930 espone con immenso successo nelle Galerie Jean Charpentier e nel tempio dell’arte Berheim Jeune (dove esponevano Picasso e Modigliani). Il matrimonio nel 1932 con Emilia Cardona, vedova di Giovanni Boldini, lo introduce nel gotha dell’epoca. Nel 1933 si incontra col teorico del surrealismo André Bréton e col compositore e pianista Alfred Cortot. È l’anno in cui esegue il ritratto di S.S. Pio XI, custodito presso i Musei Vaticani, ed una variante della maschera in gesso di S.S. Pio XI, esposta alla mostra. 

Realizza anche il bozzetto per il monumento a Blasco Ibanez e nel 1933 scolpisce la scultura, anch’essa presente in mostra, dedicata a Madame Wellington Koo, moglie dell’Ambasciatore di Cina a Parigi. Nel 1934 comincia a lavorare al monumento tombale a Leonardo da Vinci, destinato al castello di Amboise. Lo terminerà nel 1936, lo stesso anno in cui il Presidente degli Stati Uniti, Franklin Delano Roosevelt, esprime all’Associazione della Stampa Latina d’Europa e d’America il desiderio di essere ritratto da La Monaca. L’opera non verrà realizzata, perché l’artista morirà a Washington nella notte tra il 4 e il 5 febbraio del 1937, prima di recarsi dal Presidente. Le esequie saranno svolte in forma solenne con onori di Stato.


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