Sibari: la città romana e il santuario delle Divinità Orientali
 
Categoria: Eventi
 
Provincia: Catanzaro
 
Città: Lamezia Terme
 
Data: 30/05/2013
 
 
Museo Archeologico Lametino - Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria 30 Maggio, 2013 - Incontri Museo Archeologico Lametino Quattro incontri sulla Magna Grecia IV incontro Giovedì 30 maggio ore 18 "Sibari: la città romana e il santuario delle Divinità Orientali". Silvana Luppino e Alessandro D'Alessio Dedotta nel 193 a.C. a Thurii, erede di Sibari arcaica, la colonia latina di Copia diverrà municipio dopo la guerra Sociale (89 a.C.), venendo a costituire uno dei più floridi centri del Bruzio romano. Sviluppatasi senza soluzione di continuità con il preesistente impianto urbano ippodameo (V secolo a.C.), ma racchiusa ntro una cinta muraria che ne riduce l'estensione, la città conoscerà il suo massimo splendore tra I e II secolo d.C., epoca a cui risale la realizzazione dei rincipali edifici pubblici noti nell'ambito di quella che risulta essere una delle più vaste aree archeologiche della Calabria e dell'Italia meridionale (emiciclo-atro, terme, santuario delle Divinità Orientali, ecc.). Dopo un periodo non breve di crisi, causato anche dal verificarsi di uno o più disastrosi eventi sismici (dalla metà del II secolo d.C.), una certa ripresa si avrà in epoca tardo-imperiale con il rifacimento di una serie di lussuose domus e il probabile impianto di una sede piscopale, fino al declino e definitivo abbandono del sito alla fine del VI-inizi del VII secolo d.C. In questo quadro, le recenti indagini condotte dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria in collaborazione con la Scuola Archeologica Italiana i Atene nell'area di Casa Bianca, hanno consentito di mettere in luce ampia parte delle strutture del grande santuario delle Divinità Orientali, situato in ossimità del mare all'estremità orientale della città, e di recuperare numerosi elementi pertinenti al suo ricco apparato architettonico e ai culti in esso praticati. In tale ontesto, estremamente significativo appare inoltre il rinvenimento di un'iscrizione latina che viene a rappresentare la prima attestazione certa della presenza dei prefetti "municipali" nella Regio III Lucania et Bruttii.
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