Reggio Calabria - Teatro

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La Pinacoteca civica nasce, di fatto, all’ interno dell’ antico museo della città, inaugurato il 18 giugno del 1882.
 
 
Anno di fondazione
La Pinacoteca civica è stata inaugurata il 26 maggio del 2008
 
Proprietà
Comune di Reggio Calabria
 
Ente proprietario
Comune di Reggio Calabria
 
Ente gestore
Comune di Reggio Calabria
 
Percorso museale
La Pinacoteca civica nasce, di fatto, all’ interno dell’ antico museo della città, inaugurato il 18 giugno del 1882. La prestigiosa raccolta espone opere pittoriche e sculture di estremo interesse, acquisite dall’ antico museo cittadino grazie a lasciti, donazioni ed acquisti

Della quadreria originaria, la cui consistenza è nota attraverso gli atti d’ archivio, facevano parte le celebri tavolette di Antonello da Messina raffiguranti l’ Apparizione degli Angeli ad Abramo e San Girolamo penitente, acquistate nel 1882 dalla famiglia Rota, un unicum in Calabria per quanto riguarda la produzione del maestro siciliano, la cui attività è, altresì, documentata in Reggio dal contratto di allocazione (1457) con il quale la Confraternita dei Gerbini affidava al celebre maestro la realizzazione del proprio gonfalone, opera purtroppo andata dispersa. Per lungo tempo la critica ha ritenuto che le “tavolette” facessero parte di un più ampio complesso decorativo, probabilmente un polittico, tesi oggi però non più unanimemente condivisa.

Il percorso espositivo, che si svolge prevalentemente secondo un ordine cronologico, è illustrato per quanto riguarda il XVI secolo da un gruppetto di dipinti di piccolo formato di devozione privata, che documentano nella Reggio dell’ epoca una cultura artistica eterogenea, pervasa da influenze venete e meridionali, nonché dal persistere di . stilemi ancora bizantineggianti.
L’ intrecciarsi dei linguaggi figurativi del ‘600 meridionale, tra caravaggismo e

naturalismo, è testimoniato da un consistente numero di dipinti di soggetto religioso e profano tra i quali emergono l’ intrigante Giuditta e Oloferne, il più crudo Martirio di San Bartolomeo, ascritto al Novelli, e soprattutto il Cristo e l’ adultera di Luca Giordano

Di notevole rilievo il dipinto del Cavalier Calabrese, Mattia Preti, raffigurante il Ritorno del Figlio prodigo, acquistato nel lontano 1972 dall’ allora Ministero per la Pubblica Istruzione per la città di Reggio Calabria. L’iconografia dell’ opera si incentra nell’ abbraccio fra padre e figlio, chiaro rimando alla pedagogia controriformista dell’ epoca che in esso celebrava il perdono e il pentimento; le due figure principali si dispongono come lungo una diagonale ed il loro abbraccio costituisce il cento iconografico dell’ opera, affollata di personaggi che nella gestualità e negli sguardi sembrano amplificare il concetto espresso da quel gesto di riconciliazione. L’ impaginazione scenografica, sottolineata dall’ impostazione di sotto in su, concorre ad amplificare la valenza dell’ evento reso suggestivo da potenti controluce.

Nella sala del ‘700 un posto d’ onore spetta al pittore reggino Vincenzo Cannizzaro. Le opere qui esposte ne documentano il percorso formativo, dall’alunnato presso Francesco De Mura fino alla realizzazione di opere di grande impegno compositivo databili ad un momento più maturo, intorno al 1765.

L’ ordinamento cronologico dell’ esposizione si accompagna nelle sale successive ad esigenze di tematismo.

Per tale motivo sono state pensate delle piccole sezioni relative al paesaggio e alla natura morta, due generi che, creati per l’arredo e la decorazione di ambienti, furono ampiamente apprezzati dal collezionismo borghese dell’ Ottocento.

Si espongono, pertanto, un gruppo di quattro nature morte, di cui tre forse ascrivibili a Lorenzo De Caro, abile specialista di tal genere pittorico, e un gruppo di cinque paesaggi. Tra questi una suggestiva marina del Manglard

Più squisitamente calabrese è la sala dell’ 800 che espone dipinti e sculture realizzati in parte dai maestri calabresi.

La saletta della ritrattistica ci restituisce le studiate ed intense fisionomie degli uomini che

illustrarono il Risorgimento della città nell’ arte e nella fede politica, da Spanò Bolani a Stefano Romeo a Demetrio Salazar, mentre nell’ ampia sala dedicata al paesaggio si espongono, accanto alle vedute di Ignazio Lavagna Fieschi, ben due capolavori di Giuseppe Benassai. , donati con munificenza al comune di Reggio dallo stesso artista, la Quiete , e Aspromonte, entrambe di ampio e coinvolgente respiro paesaggistico.
Il clima culturale ed artistico della città nel primo trentennio del ‘900, è documentato nella Pinacoteca civica da un consistente numero di dipinti e scultura esposte alle Biennali d’ Arte, promosse da Alfonso Frangipane, ed acquistate dall’ Amministrazione Comunale del tempo per l’ arredo del ricostruito Palazzo di Città..

Si vogliono qui ricordare la splendida Nosside di Francesco Jerace, esposta alla Biennale d’ Arte del 1922, i dipinti di Enrico Salfi, Rubens Santoro, Francesco Raffaele, Vincenzo Jerace, le sculture di Saverio Gatto e di Emilio Caputo, tutti artisti calabresi la cui presenza qualifica la raccolta cittadina e fa di essa una interessante testimonianza di arte calabrese.
 
Informazioni sede
Demolito dal sisma del 1908, venne ricostruito sul Corso Garibaldi. La prima pietra venne posta nel 1913 ma il teatro, a causa vicende connesse alla prima guerra mondiale, venne inaugurato solo 1931. Dopo una chiusura per restauro, venne riaperto nel febbraio del 1964 ed intitolato al compositore Francesco Cilea. Fu interessato a successivi lavori di ristrutturazione e riaperto definitivamente nel 2003.
L’edificio, è sito di fronte la sede dell' Amministrazione comunale, Palazzo san Giorgio, pregevole manufatto architettonico progettato dall' arch. Ernesto Basile.
 
Sale espositive
La pinacoteca occupa il primo piano ed è articolata in sale espositive ricavate grazie a pannelli divisori. Di pregio il salone centrale impreziosito da eleganti decori in stucco e pregevoli lampadari
 
Idoneità sale
Idonea l’ illuminazione a luce fredda , la schermatura delle finestre e la climatizzazione. A tal proposito si precisa l’ adozione di climabox per le “tavolette” di Antonello da Messina ed altre piccole tavole del ‘400 e ‘500
 
Tipologia museo
Artistico
 
Tipologia beni museali
Dipinti su tavola e tela, sculture in marmo, disegni
 
Stato conservazione reperti
Molto buono
 
Criteri esposizione reperti
cronologico-tipologico
 
Orario di apertura al pubblico
Da Martedì a Domenica: ore 09:30/12:30 - 16:30/19:30
Lunedì Chiuso
Ingresso Costo biglietto: 4€ (intero), 2€ (ridotto)
 
Apertura manifestazioni
Si
 
Esposizioni occasionali periodiche
Si
 
Media annua visitarori
Alta
 
Mese maggior affluenza
Agosto
 
Responsabile struttura
Dott.ssa Giovanna Brigandì
 
 
 
Servizi disponibili
 
Servizio didattico
Attività di promozione/comunicazione
Collaborazioni interistituzionali
Esistenza Servizi aggiuntivi
Accesso Handicap
Sala riunioni
Sala proiezioni
Area ristoro
Servizi igienici
Postazioni interattive e/o totem
   
 
  Luca Giordano, Cristo e l'adultera, dipinto ad olio su tela, cm. 76.5x104, sec.XVII
   
 
  pittore di ambito meridionale, Santa Lucia in ginocchio sulla tomba di Sant'Agata
   
 
  Alonso Rodriquez (attr.), Cena in Emmaus
   
 
  pittore di ambito siciliano, Giuditta e Oloferne
   
 
  Vincenzo Cannizzaro, Giosuè ferma il sole nella battaglia contro i Gaboniti
   
 
  pittore meridionale di ambito solimeniano, Santo Apostolo
   
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