Reggio Calabria - Piazza De Nava 26 - 89100 - Reggio Calabria

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Nel museo sono conservate collezioni archeologiche, etnografiche e pittoriche.
 
 
Anno di fondazione
La posa della prima pietra avvenne nel 1932. L’edificio venne terminato nel 1942. Nel 1954, il comune di Reggio Calabria firmò una convenzione con il Ministero per cui i pezzi e le collezioni del ex Museo Civico reggino, con sede in altri luoghi che variarono negli anni, confluirono nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.
 
Proprietà
Demaniale
 
Ente proprietario
Proprietario struttura: Comune di Reggio Calabria - Proprietà Museo:Stato
 
Ente gestore
Ministero beni e attività culturali
 
Percorso museale
Nel museo sono conservate le collezioni archeologiche, etnografiche e pittoriche raccolte da artisti, patrioti e studiosi reggini provenienti dall’antico museo civico di Reggio Calabria ed i reperti rinvenuti negli scavi e nelle ricerche effettuati nell'intera Calabria in più di cento anni e frutto delle varie campagne di scavo condotte fino ad oggi dalla Soprintendenza Archeologica della Calabria ed in particolar modo dall’archeologo Paolo Orsi. Di particolare rilevanza:
1)le sculture bronzee, conosciute in tutto il mondo come Bronzi di Riace, originali greche e risalenti alla metà del V secolo a.C., ritrovate tra i fondali calabresi della provincia reggina in ottimo stato di conservazione. Secondo gli studiosi le due statue raffigurerebbero Tideo e Anfiarao, due guerrieri bronzei dei sette contro Tebe.
2) Ritrovata nei fondali di Porticello (RC) la celeberrima Testa del Filosofo, raffigurante un ritratto in bronzo di un pensatore definito Filosofo per le espressioni del viso e le rughe sulla fronte che indicherebbero un uomo intento a ragionare.
3) Di più recente acquisizione il Kouros di Reggio cioè una statua marmorea di un atleta vittorioso di recente esposto alle olimpiadi invernali di Torino 2006.
4) La Testa di Apollo Aleo in marmo, proveniente dagli scavi effettuati a Cirò.
5) Inoltre i Dioscuri che scendono da cavallo nella battaglia della Sagra, le tavole bronzee, dell'archivio del tempio di Zeus, le collezioni di pinakes, ex voto in terracotta recanti a rilievo scene del ratto di Persefone, tutti reperti provenienti da Locri Epizefiri
Infine le collezioni di gioielli, di specchi in bronzo, ed il ricco medagliere.
 
Informazioni sede
Dopo il terremoto del 1908 l’archeologo e Soprintendente Archeologico della Calabria Paolo Orsi, auspicò la fusione dei materiali conservati nel vecchio museo civico, con i reperti da lui rinvenuti negli scavi avviati nelle antiche città della Magna Grecia e con altre collezioni statali.
Fu allora che l'amministrazione comunale reggina si pose il problema della costruzione di un nuovo edificio da adibire a museo.
L'edificio venne progettato da Marcello Piacentini (dal quale il palazzo prende il nome). Iniziato nel 1932 venne concluso nel 1941.
La particolarità della struttura, all’esterno in travertino ed edificata su una base in bugnato e pietra lavica, è dovuta soprattutto al forte dislivello del terreno. In origine il museo era stato pensato a 4 piani ma, proprio a causa di questo dislivello del terreno, venne reso simmetrico e senza articolazioni verso l’esterno così da crearne un ingresso principale su Piazza De Nava ed uno non aperto al pubblico su Via Veneto (lato mare).In tal modo lato mare sembrano essere visibili solo due piani mentre lato monte ne appaiono tre. Rientrato in confronto agli altri piani vi è il piano uffici ossia il terzo piano. All’epoca, grazie all’ampiezza e differente altezza delle sale, al senso circolare unico in modo da permettere al visitatore un unico percorso di marcia e la garanzia di visitare ogni punto d’esposizione, all’illuminazione, allo studio della distribuzione dei materiali, tale struttura venne ritenuta una tra le più moderne nella storia dell’ architettura museale.Oggi invece, l’enorme quantità di materiali ritrovata ed il poco spazio espositivo, ha condizionato notevolmente l’assetto espositivo museale. Anche per tale motivo è stata avviata una fase di ristrutturazione quasi totale dell’edificio. L’ultima ristrutturazione risale al 1996, anno in cui venne realizzato il recente allestimento con impianto di climatizzazione nella sala Bronzi (posti su nuovi piedistalli) nel seminterrato.
 
Sale espositive
L’edificio è suddiviso in 1°, 2° e 3° piano, un piano terra (piano 0) ed un piano seminterrato soppalcato (- 0 ). Esiste anche un piano che qui per praticità definiremo – 1 (- 6 metri dal pianterreno) non aperto al pubblico ma accessibile solo al personale.
Al primo piano, oltre a due sale depositi un laboratorio ed una sala studio, trovano collocazione:
sezione Epigrafica;
sezione Numismatica;
7 sale dedicate alle sub colonie Metauros (Gioia Tauro), Medma (Rosarno), Hipponion (Vibo Valentia), Kaulonia (Monasterace) e Krimisa (Cirò marina).
Al secondo piano si trovano invece le 7 sale ormai vuote in cui un tempo trovava collocazione la Pinacoteca.
Il terzo piano è adibito ad uffici.
E’ però al piano seminterrato che giacciono le opere più ammirate da tutto il mondo.Dal cortile, mediante una scala, si possono raggiungere infine le tombe ellenistiche (scoperte sotto Via Vollaro) non fruibili al pubblico.
I Bronzi di Riace.
Prima di accedere però alla sala Bronzi, in cui si possono ammirare i due guerrieri in bronzo, e due teste in bronzo tra cui la celebre "testa del Filosofo", bisogna passare dalle 3 sale della sezione Subacquea inaugurata nel 1981.
4 sale dedicate alla colonia magno-greca,

Al piano terra inizia il percorso di visita classico offerto al pubblico. Qui oltre alla biglietteria, corpo di guardia e sala regia, bookshop, sala conferenza ed esposizioni temporanee, deposito e servizi igienici, trovano collocazione:6 sale espositive dedicate alla Calabria preistorica (paleolitico, Neolitico, Età del Bronzo ed età del ferro) ed 8 sale dedicate a Lokroi(corredi funerari necropoli di Lucifero, materiali votivi del Santuario di Persefone tra cui i famosi Pinakes, resti del tempio di Marafioti, i di oscuri del tempio di Marasa).
 
Idoneità sale
Le sale e gli spazi espositivi, l’illuminazione e le vetrine, pur essendo tenuti in stato buono, sono ormai poco flessibili e poco funzionali data la mole di materiale custodito ed esposto. Le didascalie attualmente sono solo in italiano.
 
Tipologia museo
Archeologico
 
Tipologia beni museali
Archeologia
 
Stato conservazione reperti
Discreto
 
Criteri esposizione reperti
Cronologico - topografico
 
Orario di apertura al pubblico
Tutti i giorni dalle ore 9 alle 19. Chiusura il Lunedì.
Il biglietto è di 4 euro.
Ridotto è 2 euro (per i giovani dai 18 ai 25 anni, per gli insegnanti e simili, per gli over 65 che siano cittadini europei.
Per i minori di 18 anni l'ingresso è gratuito
 
Apertura manifestazioni
Notte Bianca, esposizioni periodiche.
 
Esposizioni occasionali periodiche
Si, varie esposizioni in particolar modo al 1° piano nella sala conferenza ed al 2° piano dove fino qualche tempo fa era ospitata la Pinacoteca Civica ora trasferita all’interno dei locali del Teatro F. Cilea(RC)
 
Media annua visitarori
Dal 2005 al 2008 (escluso mese di dicembre) 128.195 unità
 
Mese maggior affluenza
Agosto
 
Responsabile struttura
Dott.ssa Simonetta Bonomi
 
 
 
Servizi disponibili
 
Servizio didattico
Attività di promozione/comunicazione
Collaborazioni interistituzionali
Esistenza Servizi aggiuntivi
Accesso Handicap
Biblioteca
Sala riunioni
Sala proiezioni
Libreria
Guardaroba
Servizi igienici
Postazioni interattive e/o totem
Laboratorio fotografico
   
 
  tetradramma in argento coniato a Rhegion
   
 
  tetradramma in argento coniato a Rhegion
   
 
  tetradramma in argento coniato a Reggio
   
 
  tetradramma in argento coniato a Reggio
   
 
  tetradramma in argento coniato a Reggio
   
 
  tetradramma in argento coniato a Reggio
   
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